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Foto Frattini

Guida storico turistica
Indice
Guida storico turistica
Cenni Storici 1
Cenni Storici 2
Cenni Storici 3
Cenni Storici 4
Cenni Storici 5
Cenni Storici 6
Cenni Storici 7
Tutte le pagine
Si ringrazia per la collaborazione Giovanni Boassa e per il materiale fotografico fornito.
I cenni storici sono tratti dall'archivio della Pro Loco

 

 

Introduzione

Trovare Uras sulla propria strada per chi abita in Sardegna o per chi viene nell’isola come turista non è affatto difficile, dal momento che il paese occupa una posizione centrale ed invidiabile che quasi sembra inviti quanti transitano nelle sue vicinanze ad entrare e visitarlo. Quello che è difficile è scoprire quello che è realmente stato il suo passato dal momento che vantando una storia millenaria, le sue ricchezze più grandi continua a custodirle quasi con gelosia; ma in ogni caso anche questo stato di cose è agevolato dal fatto che esistono diverse monografie che hanno cercato di ricostruire la sua vera storia, quel suo passato fatto di tante avventure e patimenti che sempre è riuscita a vincere ed a voltare pagina, puntando decisamente verso un futuro, degno della sua storia e della storia dei suoi abitanti. Non è certo facile guardarsi indietro per vedere un po’ di dare una svolta, ma nel caso di Uras è proprio il caso di dire che tutti quanti si muovono con ferrea volontà in quella direzione. Sorgono sempre nuove associazioni e gruppi che attraverso manifestazioni e sagre cercano di attirare gli interessi del territorio sul paese. Un paese che non si culla affatto sugli allori ma che cerca di ricordare le proprie leggende, le proprie tradizioni e le usanze che costituiscono il patrimonio degli abitanti che nati all’ombra del vecchio castello che non c’è più, ricordano antichi racconti giunti a noi tutti attraverso quel racconto orale che viaggia nel tempo. Perché recriminare e continuare a cullarsi nelle antiche glorie, potrebbe dire qualcuno? Oggi come oggi Uras non offre molto anche perché molte iniziative che avrebbero dovuto decollare tardano ancora a decollare e quando lo faranno daranno certamente un’impronta nuova al paese, che pur tuttavia non è immobile dal momento che tutte quelle associazioni come la Pro-loco, almeno periodicamente, riescono ad organizzare manifestazioni che interessano non solo Uras ma anche il territorio circostante, facendo convenire gente dai paesi più lontani e dando vita al paese. Uras antica ed Uras moderna; fra i suoi figli possiamo trovare molti poeti e scrittori (Giovanni Boassa, Franco Sonis, Ferdinando Montisci, Monica Boassa, Giulo Giordani, Marco Podda, Vincenzo Pisanu, Giovanni Casciu, Daniela Vacca), tanto per citarne alcuni. Un nugolo di appassionati, ricercatori ed amanti del teatro che sempre cercano di animare questo centro. Servendoci di questo sito è nostra intenzione prender per mano quanti si affacceranno e cercare di guidarli in un frettoloso giro attraverso alcuni dei monumenti che Uras conserva e che piano piano sta cercando di far riemergere da quel passato ormai lontano. E’ un itinerario che segue lo sviluppo dei tempi ed un monumento guida all’altro cercando di ricostruire quel mosaico che la storia creò. Noi crediamo fermamente che ognuno dopo il primo momento si troverà a proprio agio e non avrà alcuna difficoltà a proseguire in perfetta solitudine e scoprire poco per volta la ricchezza del territorio. Auguriamo pertanto un buon soggiorno ad Uras, con la sola speranza che quanti avranno modo di scoprirla, passino parola e convinca tanti altri a fare quel viaggio nel passato che ognuno di noi si accinge a fare.

 


URAS

Capitale di Baronia

Uras, dal Fenicio UR = fuoco, AS = forte, e pertanto incendi causati da continue distruzioni.Il paese è uno dei 72 Comuni della provincia di Oristano, situato in una depressione del a 27 mt. sul livello del mare e alle pendici del Monte Arci.

 

Il paese è costruito a forma di triangolo, con la base a Nord-Est col vertice rivolto a Ovest, alla cui sommità è dislocata la stazione ferroviaria sulla più importante linea ferrata sarda. Al centro è attraversata dalla più grande arteria dell'isola, la Karalis-Othoca-Turris, fin dai tempi dei Romani.

Uras, al centro del suo territorio esteso 3.935 ettari di cui 9 Km. in longitudine e 7 in latitudine, è composto per 3/4 di pianura, da terreno di 1° qualità sulla scala della fertilità, inserito tra il Campidano di Cagliari e quello di Oristano, propriamente detto Campidano di Uras.

Le coordinate di questo centro sono : 3° 44,58 in longitudine e 39° 41.40 in latitudine.

I suoi territori confinano a Nord con i territori di Morgongiori e Marrubiu, ad est con quelli di Masullas e Mogoro, a sud con i territori si San Nicolò d'Arcidano e Mogoro, ad ovest infine con quelli di San Nicolò d'Arcidano e Terralba.

 

Uras veduta aerea
Veduta aerea di Uras al centro della grande piana fertile e con in primo piano la grande reggia nuragica e l’imponente villaggio nuragico che timidamente si cerca ogni tanto di valorizzare per creare quello sviluppo che non c’è. Appare ancor più importante por mano alla valorizzazione dell’intera area, dal momento che quello sempre definito villaggio nuragico è costituito da ben 20 ettari di olivastri che sono un vero e proprio polmone verde a soli 500 metri dall’abitato.

 

In quanto alla sua antichità e sicuramente certo che è di origine pre-nuragica poichè per la vicinanza del Monte Arci, proprio alla base e nel versante adiacente ad Uras, e solo ad Uras, vi sono vaste zone ricche di ossidiana, unico giacimento fra le terre del mediterraneo.

Sono esistiti molti nuraghi ed alcuni scomparsi a causa del continuo ritmo martellante del progresso, l'incuria dei posteri e l'assenza completa di strutture atte a sollecitarne la conservazione e valorizzazione.

In queste località furono istituite molte officine per la lavorazione della pietra vetrosa; si costruivano principalmente armi quali coltelli, scuri, punte per frecce ect., inizialmente per soddisfare le esigenze proprie e alla fine per uso commerciale.

La ricostruzione del periodo nuragico è meno sfocato nel tempo in quanto vicino al nuraghe "S'OMU BECCIA" sono state rilevate ben 152 costruzioni di forma circolare, ormai quasi completamente distrutte. Altra testimonianza del grado di civiltà di quel periodo sono le tombe dei giganti situate nelle vicinanze del suddetto nuraghe. Queste meritano un cenno particolare per quanto riguarda la loro struttura; constano infatti di un semicerchio costituito da muri che si uniscono ad un braccio il cui tetto e composto da enormi lastre di basalto.

 

Area del villaggio, con in primo piano la reggia, che la stessa natura individua ed evidenzia in modo marcato. Il valore dell’intera area ci permetterà di ipotizzare uno sviluppo turistico del paese che ha la fortuna di annoverare nel suo territorio ben 22 nuraghi; alcuni dei quali sono molto ben conservati e permetterebbero di creare quell’itinerario turistico che molti vanno cercando. Questo villaggio sarà senza ombra di dubbio uno dei complessi più visitato dell’intera isola dal momento che si trova a soli 500 metri dal paese e sarà quindi possibile attrezzarlo in modo abbastanza comodo per il flusso turistico, dotando i suoi paraggi di apposite attrezzature e comfort.
Uras - Area Villaggio

 


 

Uras - Domu beccia
La reggia nuragica “Domu Beccia” giace fra la vegetazione ancora in attesa di svelarci tutti i suoi segreti, anche se alcuni sono venuti alla luce durante le campagne di scavo già effettuate negli anni che vanno dal 1985 al 1990. Rappresenta forse il monumento più importante che permetterà di dare una svolta al futuro del paese, perché una volta valorizzata la stessa, permetterà di valorizzare il villaggio annesso e poi mano a mano continuare l’operazione “passato”, cercando di recuperare tutti i monumenti che permetteranno certamente di vedere sotto un’ottica diversa l’intero territorio circostante, tenuto conto della centralità che continuiamo ad indicare ma che sottovalutiamo.
Mastio domu beccia
L’ingresso al mastio della reggia “Domu Beccia” fa risaltare la maestosità che doveva avere quando svettava in tutta la sua altezza che venne sacrificata alla nascita della 131. Anche se danneggiata, alla fine dei lavori di recupero affascinerà e si riprenderà il posto fra i più grandi complessi dell’isola. Molte sono le novità che sono venute alla luce durante le campagne di scavo che già sono state fatte e quelle stesse novità permetteranno di far posto alle tante altre ancora sepolte, dal momento che gli enormi blocchi, pesanti alcune tonnellate che vennero usati per la costruzione, lasciano pensare ad un utilizzo ottimale di tutti gli spazi. Ogni intervento che sinora è stato portato avanti ha messo alla luce novità inedite per quanto riguarda i complessi isolani ed il proseguo della sua valorizzazione lascia intuire quante altre novità conservi ancora fra i suoi ruderi il maestoso complesso.

 

Tombe dei giganti

 

Una delle tante “tombe dei giganti” che si trovano nel
territorio di Uras

Corridoio Tombale

Maestosità dei massi del corridoio tombale

 

Altra tomba dei giganti
Altra tomba dei giganti di cui si individua l’esedra.

 

 


Nel periodo fenicio-punico il centro perse la sua importanza militare a causa dell'accentuarsi del lavoro artigianale; in seguito le sue mastodontiche fortezze furono distrutte, dopodiché un altro centro nacque in prossimità a quello nuragico, nella zona di San Giovanni, e dal materiale ritrovato sino ad ora se ne deduce che vi fosse insediata una comunità contadina molto povera.

 

I Romani non si sovrapposero, in questo centro, alla civiltà punica in quanto non si sono trovate traccie da poter loro attribuire; non possiamo pertanto stabilire se questa civiltà fu distrutta dai Romani o dalle intemperie. La località fu in fine abbandonata pacificamente dai punici per motivi batteriologici o per epidemie.

 

Nuraghe San Giovanni
Ruderi del nuraghe San Giovanni a soli cento metri dalla Reggia.

 

Nuraghe maringianu Nuraghe Maringianu
La natura ancora una volta protegge quel che resta di uno dei più interessanti nuraghi del territorio di Uras; il nuraghe Maringianu in prossimità delle strade romane, posto in un sito che probabilmente fu interessato in epoca precedente ad un circolo megalitico dal momento che alcuni menhirs sono stati inglobati nella costruzione stessa del nuraghe ed altri due sfidano ancora il tempo ritti a fianco al complesso.

 

Altra vista nuraghe Maringianu
Nuraghe Maringianu. Nei suoi pressi transiterà poi la strada romana.

 

 


Alla luce dell'impero Bizantino, succeduto a quello Romano, si sono trovate tracce di una chiesa, dedicata a S. Maria Odighitria, a nord dell'attuale abitato, e di un’altra dedicata a "San Teodoro", morto nell’ 826 d.c. le cui tracce sono ancora ben visibili nella zona vicino al rio Thamis; pertanto la prima e molto più antica in quanto il culto della vergine è antecedente a quello di San Teodoro.

 

Thamis

Ruderi dell’Abbazia di Thamis

Pietra Miliare

Miliare che trovasi in prossimità del ponte che varcava il rio mogoro,
lungo la strada romana che da Bonorcili prendeva la via per Usellus,
lasciando quella per Tharros.

 

Veduta Abbazia Vallombrasana

Veduta aerea dell’area su cui sorgeva l’antica Abbazia Vallombrosana i cui ruderi sono ancora in ottimo stato. Periodo dal 1279 al 1505

 


Nel XII° secolo Uras faceva parte della curatoria di Bonorcili, componente del giudicato di Arborea, dacché declinò e scomparve Bonorcili, il centro di Uras entrò a far parte nel 1410 del marchesato di Oristano.

 

Uno dei fatti storici di rilievo successe il 14 Aprile dell’anno 1470 nelle campagne di Uras, dove si svolse la più grande e cruenta battaglia contro gli Aragonesi oppressori; le truppe di Leonardo Alagon e del conte di Monte Acuto sbaragliarono le truppe scelte del vicerè Carroz comandante del visconte di Sanluri nonostante questi facessero uso, per la prima volta nella storia dell'isola, della polvere da sparo. In seguito a questa battaglia, dove venne ferito a morte Dessena, visconte di Sanluri, e presero prigionieri alcuni principali gentiluomini, le truppe di Leonardo Alagon occuparono le regioni di Partemontes, Valença, Monreale e Marmilla.

 

Battaglia di Uras
Bassorilievo ceramico che riproduce lo scontro avvenuto nel 1470 e che si trova nell’aula consigliare del Comune di Uras.
(fotografia realizzata da Marco Frattini Terralba)

 

Leonardo Alagon

 

Leonardo Alagon

Costumi Medioevali

Costumi medievali esposti nell'aula consigliare del Comune di Uras

 


 

All'inizio del XV secolo Uras, come tutti i paesi costieri, subì continue e incessanti incursioni di pirateria da parte dei Vandali, dei Barbareschi e dei Saraceni. Di dette incursioni esiste la nota scritta di una distruzione, "cornu evangeli" posta nella chiesa di San Paolo, dello scomparso paese di Serzela in territorio di Gonnostramatza.

Lastra

Lastra ubicata nella restaurata chiesa di Serzela
(Gonnostramatza)e che ricorda l’ultima distruzione di
Uras da parte dei pirati.Una mano ignota riuscì a
tramandare a noi posteri il tristeevento dal quale
Uras risorse tra il 1600 ed il 1604.

Torre dei Corsari

Torre dei corsari: per strano che possa sembrare dalla fine del
1600 al 1660 i confini di Uras si estendevano sino alla torre
dei corsari dal momento che il naufragio di una nave di pirati
affondò proprio negli scogli sotto la torre,dove sfocia il rio
Flumentorju, ”en la mar de Uras!”

A metà del 1600 circa i suoi abitanti con molta probabilità ritornarono, dal momento che nel 1603 la villa fù infeudata ai Centelles costituente con Terralba e San Nicolò d'Arcidano una baronia. Restò tale finchè passò nel 1798 sotto il dominio Osorio de la Queva e nel 1839, anno in cui i feudi furono riscattati dai Principi di Savoia.

Xilografia
Xilografia dell’antico lavatoio che si trovava in prossimità del castello. Individuabili anche i costumi dell'epoca

 


Acquarello
Antico acquarello del 1560 ove figura il castello di Uras

Veduta aerea di Uras al centro della grande piana fertile e con in primo piano la grande reggia nuragica e l’imponente villaggio nuragico che timidamente si cerca ogni tanto di valorizzare per creare quello sviluppo che non c’è. Appare ancor più importante por mano alla valorizzazione dell’intera area, dal momento che quello sempre definito villaggio nuragico è costituito da ben 20 ettari di olivastri che sono un vero e proprio polmone verde a soli 500 metri dall’abitato.

Nel 1848 Uras emerge come capoluogo, incluso nella giurisdizione del tribunale di 1^ cognizione nel mandamento di Oristano. Molte ipotesi vertono direzionalmente al fatto che il carcere, ancora oggi esistente (pur se non più adibito a tale scopo), è intitolato a San Liberato. E' da tener presente che dopo la cessazione di tale mandamento, Uras diventa comune della provincia di Cagliari, capoluogo della Sardegna; in seguito, con la istituzione della 4^ provincia (Oristano), passa a questa nuova comunità ellittica suddivisa in 72 comuni. E' da sottolineare un particolare cenno al nuraghe S'Omu Beccia" dell'età nuragica; l'abbazia di San Michele in Thamis del sec. XII°; il castello di Uras del sec. XV°, la chiesa Parrocchiale di Santa Maria Maddalena in stile barocco; la chiesa di San Salvatore del XII° sec. e quella di Sant'Antonio del sec XV°. Particolare di rilievo è anche il carcere di San Liberato in quanto pare che la costruzione fosse effettuata con enormi blocchi di basalto ricavato nella stessa zona; le fondamenta affondavano nel sottosuolo in modo che il tetto fosse allo stesso livello del suolo, con un unica apertura superiore per poter far passare i prigionieri e un contenitore legato con una fune per portar loro il mangiare. Lo stesso recipiente serviva per tirar su l'acqua proveniente da falde sotterranee; acqua che, anche se non necessariamente disinquinata, doveva essere continuamente convogliata fuori, pena la morte per affogamento dei condannati.