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Guida storico turistica - Cenni Storici 7
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Acquarello
Antico acquarello del 1560 ove figura il castello di Uras

Veduta aerea di Uras al centro della grande piana fertile e con in primo piano la grande reggia nuragica e l’imponente villaggio nuragico che timidamente si cerca ogni tanto di valorizzare per creare quello sviluppo che non c’è. Appare ancor più importante por mano alla valorizzazione dell’intera area, dal momento che quello sempre definito villaggio nuragico è costituito da ben 20 ettari di olivastri che sono un vero e proprio polmone verde a soli 500 metri dall’abitato.

Nel 1848 Uras emerge come capoluogo, incluso nella giurisdizione del tribunale di 1^ cognizione nel mandamento di Oristano. Molte ipotesi vertono direzionalmente al fatto che il carcere, ancora oggi esistente (pur se non più adibito a tale scopo), è intitolato a San Liberato. E' da tener presente che dopo la cessazione di tale mandamento, Uras diventa comune della provincia di Cagliari, capoluogo della Sardegna; in seguito, con la istituzione della 4^ provincia (Oristano), passa a questa nuova comunità ellittica suddivisa in 72 comuni. E' da sottolineare un particolare cenno al nuraghe S'Omu Beccia" dell'età nuragica; l'abbazia di San Michele in Thamis del sec. XII°; il castello di Uras del sec. XV°, la chiesa Parrocchiale di Santa Maria Maddalena in stile barocco; la chiesa di San Salvatore del XII° sec. e quella di Sant'Antonio del sec XV°. Particolare di rilievo è anche il carcere di San Liberato in quanto pare che la costruzione fosse effettuata con enormi blocchi di basalto ricavato nella stessa zona; le fondamenta affondavano nel sottosuolo in modo che il tetto fosse allo stesso livello del suolo, con un unica apertura superiore per poter far passare i prigionieri e un contenitore legato con una fune per portar loro il mangiare. Lo stesso recipiente serviva per tirar su l'acqua proveniente da falde sotterranee; acqua che, anche se non necessariamente disinquinata, doveva essere continuamente convogliata fuori, pena la morte per affogamento dei condannati.